Pensioni: fino a 7 anni di anticipo con l’isopensione

Dal 2013, grazie alla L. 92/2012, è stata introdotta una possibilità di scivolo pensionistico, pagato internamente dall’azienda, per i lavoratori dipendenti di imprese con almeno 15 unità, che entro 4 anni dalla sottoscrizione dell’accordo maturano il diritto alla pensione di vecchiaia o pensione anticipata (innalzati a 7 anni per il triennio 2018-2020).

Lavoratori interessati
Lavoratori dipendenti di aziende con organico medio superiore a 15 unità che risultino iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti del settore privato, alla gestione pubblica (ex-Inpdap) e alla gestione dei lavoratori dello spettacolo e sportivi professionisti (ex-Enpals).

Aziende interessate
Aziende con organico medio superiore a 15 unità.

Oggetto del beneficio
Il beneficio è stato introdotto con la L. 92/2012 e permette di accompagnare alla pensione i lavoratori con un anticipo dell’età pensionabile sino ad un massimo di 4 anni (per il triennio 2018-2020, il periodo massimo tra la data di accesso al beneficio e di decorrenza della pensione è incrementato fino a 7 anni) rispetto alla normativa L. 214/2011 (Monti Fornero) a patto che l’azienda corrisponda, con oneri interamente a suo carico, un assegno ai lavoratori (l’assegno prende il nome di isopensione) per l’intero periodo di esodo, sino al perfezionamento dei requisiti per il pensionamento per l’accesso, alla pensione di vecchiaia o alla pensione anticipata. Lo strumento non può essere finalizzato all’erogazione della pensione con quota 100.

Onere a carico dell’azienda
L’azienda dovrà pagare:
– L’assegno mensile (di importo pari al trattamento pensionistico che spetterebbe allo stesso dipendente al momento di cessazione del rapporto di lavoro);
– Relativa copertura contributiva.

Accordo di esodo
È necessario sottoscrivere un accordo tra l’azienda e le organizzazioni sindacali più rappresentative a livello aziendale dal quale risulti:
– una situazione di eccedenza del personale;
– l’indicazione del numero dei lavoratori risultanti in esubero;
– il termine entro il quale il programma di esodo deve concludersi.

La gestione da parte dell’Inps
L’accordo dovrà essere inviato all’Inps che dovrà a sua volta verificare che l’azienda abbia un organico medico superiore a 15 unità e che effettivamente i lavoratori coinvolti maturino il diritto alla pensione entro i 7 anni. Una volta effettuata la verifica l’istituto rilascia un prospetto con cui viene calcolato l’onere complessivo annuale ai fini della fideiussione bancaria che l’azienda è obbligata a sottoscrivere.

Successivamente, il rapporto di lavoro dei dipendenti che hanno aderito al piano cessa secondo le modalità e i tempi stabiliti dall’accordo stesso e l’istituto metterà in pagamento, dal primo giorno del mese successivo alla risoluzione del rapporto, l’assegno di isopensione.

Importo dell’isopensione
Al lavoratore spetta un assegno di isopensione che lo accompagnerà fino a quando non maturerà il diritto alla pensione di vecchiaia o alla pensione anticipata. L’importo dell’assegno è pari importo al trattamento pensionistico che spetterebbe allo stesso dipendente al momento di cessazione del rapporto di lavoro escludendo dalla base di calcolo la contribuzione figurativa correlata che il datore di lavoro si impegna a versare per il periodo di esodo.

Per coloro che beneficiano della c.d. isopensione non spettano gli Assegni al Nucleo familiare, non è attribuita la perequazione automatica, non possono essere effettuate trattenute per il pagamento di oneri per riscatti e ricongiunzioni (che devono essere versati prima dell’accesso alla prestazione), per cessione del quinto dello stipendio, ecc.

Compatibilità con lavoro dipendente
La L. 92/2012  e la Circolare Inps n. 119/2013 (punto 16) non esclude la possibilità di svolgere lavoro dipendente o autonomo senza che siano applicate sanzioni sulla prestazione erogata. 

Diritto a reversibilità
La prestazione non è reversibile. In caso di decesso del beneficiario, ai superstiti viene liquidata la pensione indiretta, con le norme ordinarie, tenendo conto anche della contribuzione figurativa correlata versata in favore del lavoratore durante il periodo di erogazione della prestazione.

Note
Nel caso in cui l’azienda o il garante della fideiussione non onorassero all’impegno preso, l’istituto non erogherò la prestazione, né accrediterà la contribuzione figurativa ai dipendenti interessati.

Le Circolari e i Messaggi Inps di riferimento

Circolare Inps n. 119/2013

Circolare Inps n. 63/2014

 Circolare Inps n. 90/2014

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Messaggio Inps n. 1653/2014

 Messaggio Inps n. 17768/2013

Messaggio n. 5804/2015

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Messaggio n. 216/2016

Messaggio n. 3096/2015

Messaggio n. 4095/2016

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Messaggio n. 4704/2015


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