Pubblicata la Circolare INPS n. 117/2020 con la quale l’istituto fornisce la istruzioni operative di cui n la legge n. 26 del 28 marzo 2019.
Con l’entrata in vigore del provvedimento normativo di marzo 2019 è stato previsto che tutti i lavoratori per i quali viene meno il titolo abilitante allo svolgimento della specifica attività lavorativa per raggiunti limiti di età, conseguono il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia al raggiungimento del requisito anagrafico di 60 anni e con almeno 20 anni di contributi. I lavoratori interessati devono appartenere ai seguenti profili professionali :
a) controllore del traffico aereo, pilota e operatore radiomisure;
b) esperto di assistenza di volo eAccesso alla pensione di vecchiaia per perdita titolo abilitante profili a) e b)Per effetto della L. 26/2019 ai controllori del traffico aereo, ai piloti, agli operatori radiomisure e agli esperti di assistenza di volo e meteo, per i quali a decorrere dal 30 marzo 2019, viene meno il titolo abilitante allo svolgimento della specifica attività lavorativa per raggiunti limiti di età (al ricorrere delle condizioni di cui all’articolo 10, comma 1, del D.P.R. 28 ottobre 2013, n. 157) il requisito anagrafico richiesto per conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia è fissato a 60 anni.

La nuova disposizione ha reso, pertanto, omogeneo il requisito anagrafico per i lavoratori in questione, indipendentemente dalla gestione pensionistica di appartenenza.

Con riferimento al requisito contributivo, il trattamento pensionistico di vecchiaia si consegue esclusivamente in presenza di una anzianità contributiva minima pari a 20 anni (articolo 24, comma 7, del decreto-legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011). Ai fini del raggiungimento di tale requisito è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurato.

In ogni caso, è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro subordinato ai sensi dell’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo n. 503 del 1992.

Decorrenza pensione

REQUISITI MATURATI NEL                         DECORRENZA
1° Trimestre                                                   1° luglio stesso anno
2° Trimestre                                                   1° ottobre stesso anno
3° Trimestre                                                   1° gennaio anno successivo
4° Trimestre                                                   1° aprile anno successivo

Benefici pensionistici
Con riferimento ai profili professionali richiamati, l’art. 5 della L. n. 248 del 1990 stabilisce che i periodi di servizio effettivo prestati nei profili professionali di cui alla lettera a) sono aumentati di un terzo della loro durata, mentre quelli di cui alla lettera b) sono aumentati di un quinto della loro durata.
Pertanto, per gli appartenenti ai suddetti profili professionali, le quote di pensione calcolate con il sistema retributivo devono tenere conto dell’incremento dell’anzianità contributiva maturata al 31 dicembre 1995. Ciò anche in considerazione dell’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 149, nella parte in cui prevede, per coloro che sono in possesso di un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni alla data del 31 dicembre 1995, che è fatta salva l’anzianità contributiva maturata alla predetta data per effetto dell’applicazione di quanto previsto dall’articolo 5 della citata legge n. 248 del 1990.

Per le anzianità contributive successive al 1° gennaio 1996, il beneficio è trasformato in un incremento convenzionale del coefficiente di trasformazione di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, riferito all’età anagrafica alla data di decorrenza della pensione, per un massimo di 5 anni, pari a 1 anno ogni 5 anni interi di servizio effettivamente prestato nei profili professionali di controllore del traffico aereo, pilota e operatore radiomisure e 1 anno ogni 7 anni interi per i profili professionali di esperto di assistenza di volo e meteo (articolo 1, comma 3, del decreto legislativo n. 149 del 1997).

Si rammenta che, in virtù di quanto disposto dall’articolo 59, comma 1, lettera a), della legge 27 dicembre 1997, n. 449, con effetto dal 1° gennaio 1998, gli aumenti dei periodi di servizio computabili ai fini pensionistici non possono eccedere complessivamente i 5 anni; mentre gli aumenti dei periodi di servizio eccedenti i 5 anni, maturati entro il 31 dicembre 1997, sono riconosciuti validi ai fini pensionistici ma non sono ulteriormente aumentabili.

A titolo esemplificativo, si riporta il caso di un appartenente al profilo professionale di controllore del traffico aereo che svolge tale attività lavorativa dal 1° gennaio 1987 e nel 2021 perde il titolo abilitante in concomitanza del compimento del sessantesimo anno di età.

Al 31 dicembre 1995 ha maturato un’anzianità contributiva, riferita all’attività lavorativa svolta interamente nel suddetto profilo professionale, pari a 9 anni.

Ai fini pensionistici, le quote retributive, determinate considerando l’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, dovranno tenere conto della c.d. maggiorazione di un terzo della relativa durata – prevista dall’articolo 5, comma 1, lettera a), della legge n. 248 del 1990 – a cui corrispondono 36 mesi.

Per le anzianità contributive dal 1° gennaio 1996 – con riferimento alla quota di pensione determinata con il sistema contributivo – il beneficio è trasformato, ai fini dell’applicazione del coefficiente di trasformazione, in un incremento dell’età anagrafica, alla decorrenza del relativo trattamento pensionistico, pari a 1 ogni 5 anni interi di servizio effettivamente prestato nel relativo profilo professionale.

Nel caso in esame, per effetto della precedente maggiorazione pari a 3 anni utilizzata per il calcolo delle quote retributive, l’incremento relativo al coefficiente di trasformazione sarà di 2 anni rispetto ai sessanta anni, in virtù della limitazione prevista dal sopra richiamato articolo 59 della legge n. 449 del 1997.

Le precedenti disposizioni impartite con la circolare Inpdap n. 52 del 12 agosto 2004 si devono intendere superate a decorrere dal 30 marzo 2019.

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n. 117 del 08 ottobre 2020