Dal 1° aprile 2019 (per i lavoratori dipendenti del settore privato e autonomi) e dal 1° agosto 2019 (per i lavoratori pubblici), grazie al D.L. n. 4/2019 è possibile accedere alla pensione con la Quota 100 (si chiama quota, ma quota non è). La norma consente ai lavoratori in possesso di almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi di accedere alla pensione in maniera anticipata rispetto alla pensione di vecchiaia e anticipata (ex anzianità) per coloro i quali maturino i requisiti entro il 31/12/2021. Chi matura il diritto entro questa data, può accedere alla pensione anche dal 01/01/2022 in avanti.

Requisiti

62 anni di età

38 anni di contributi

Importo

Non è prevista alcuna penalizzazione sulla modalità di calcolo dell’assegno pensionistico. Pertanto chi optasse per la liquidazione della pensione con la Quota 100 non subisce alcuna decurtazione dell’assegno.

Divieto di cumulo reddito da lavoro dipendente e autonomo

Per tutti coloro che accedono con la pensione Quota 100 è previsto il divieto di svolgere qualsiasi attività lavorativa né da dipendente né da autonomo. È ammesso solo la cumulabilità fino a 5.000,00 € lordi annui da lavoro autonomo di natura occasionale.

Finestre

La quota 100 vede, inoltre, il ritorno ad un sistema di finestre mobili differenziate tra settore privato e pubblici dipendenti da aggiungere alla maturazione dell’ultimo requisito tra i 62 anni di età e 38 anni di contributi:

Per i dipendenti del settore privato e autonomi
3 mesi di finestra

Per i dipendenti del settore pubblico
6 mesi di finestra

Lavoratori esclusi

Sono esclusi dalla possibilità di accedere alla pensione con la Quota 100 i lavoratori del comparto difesa e sicurezza (Forze Armate, Forze dell’ordine e VV.FF) per il quale continuano ad applicarsi i requisiti previdenziali più favorevoli previsti nel D. Lgs. n. 165/97.

Possibile cumulo dei periodi contributivi

Ai fini del raggiungimento dei 38 anni di contributi è valida la contribuzione versata a qualsiasi titolo (obbligatoria, volontaria, da riscatto, figurativa), fermo restando, per i dipendenti del settore privato, il possesso di almeno 35 anni di contribuzione ad esclusione dei periodi di disoccupazione e malattia (Circolare Inps n. 11/2019). È possibile cumulare gratuitamente la contribuzione versata in più gestioni previdenziali (esclusa la contribuzione versata presso le casse professionali).