La possibilità di accedere alla pensione con il beneficio “Opzione Donna” è previsto dalla Legge n. 243/2004 (e successive modifiche/integrazioni) che permette di anticipare di molto la decorrenza di pensione (per le donne in possesso di determinati requisiti) a patto di optare per la liquidazione della pensione con un sistema di calcolo puro contributivo.

La misura non è da considerarsi strutturale: possono accedervi le sole lavoratrici che abbiano maturato i requisiti previsti entro e non oltre il 31 dicembre 2019.
Vedi Circolare Inps n. 18/2020

Lavoratrici interessate dalla norma

La possibilità di accedere alla pensione con la norma “opzione donna” è riconosciuta a tutte le lavoratrici del settore privato o pubblico e le lavoratrici autonome. Ne restano escluse le lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS (o che comunque intendano avvalersi di contribuzione maturata al suo interno ai fini del perfezionamento del requisito contributivo) e le lavoratrici che abbiano già maturato il diritto alla pensione (di anzianità, vecchiaia o anticipata) così come le lavoratici coinvolte nelle salvaguardie introdotte dopo il 2011.

Requisiti
da possedere entro il 31/12/2019

DONNE SETTORE PUBBLICO E PRIVATO CON SOLO CONTRIBUTI DA DIPENDENTE

DONNE SETTORE PRIVATO CON CONTRIBUTI DA AUTONOME

58 ANNI DI ETA’ 59 ANNI DI ETA’
35 ANNI DI CONTRIBUTI
da lavoro effettivo
35 ANNI DI CONTRIBUTI
da lavoro effettivo
+ 12 mesi di finestra
dal primo del mese successivo alla maturazione dell’ultimo requisito
+ 18 mesi di finestra
dal primo del mese successivo alla maturazione dell’ultimo requisito

ATTENZIONE
Si considerano contributi utili alla maturazione del requisito contributivo di 35 anni (1820 settimane) i contributi accreditati come lavoro effettivo (al netto dei periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti). Inoltre la Circolare INPS n. 11/2019 chiarisce che alle lavoratrici madri che accedono al pensionamento tramite “opzione donna” non si possono applicare le agevolazioni previste dalla Legge Dini (articolo 1, comma 40, della legge n. 335 del 1995): non sono riconosciuti i contributi figurativi relativi ai periodi di assenza dal lavoro per motivi di educazione e assistenza dei figli fino al sesto anno di età o di assistenza al coniuge e al genitore, oltre a non essere riconosciuto l’anticipo di quattro mesi per ciascun figlio, nel limite massimo di un anno.

Importo della pensione

Coloro che beneficiano della normativa qui descritta, optano contestualmente alla richiesta di pensione, al calcolo puro contributivo della pensione (non valorizzando con il calcolo retributivo le quote di pensione maturate sino al 31/12/1995 o 31/12/2011). Non è vero che in ogni caso è prevista una penalizzazione della quota di pensione ma è importante valutare caso per caso.

TRATTAMENTO MINIMO INPS
La normativa in materia di “opzione donna” che prevede l’applicazione di un calcolo interamente contributivo, mantiene la possibilità di poter beneficiare ugualmente del trattamento minimo Inps (nel caso in cui l’importo al calcolo della pensione sia inferiore al trattamento minimo previsto e se i redditi personali o coniugali (se sposata) lo permettono).

No bonus per figli

La Legge n. 335/1995 prevede un particolare ‘’sconto’’ contributivo dedicato alle lavoratrici madri per la nascita dei figli ed attualmente è previsto solo per chi è nel sistema contributivo o per coloro che optano per la liquidazione della pensione con un calcolo puro contributivo (possibilità di optare solo per coloro che hanno meno di 18 anni di contributi al 31/12/1995 e almeno 5 anni dal 01/01/1996). Tale beneficio consiste nell’anticipare l’età pensionabile pari a 4 mesi per ogni figlio (fino ad un massimo di 12 mesi). Questa possibilità però è preclusa per le donne che optano per la liquidazione della pensione con la c.d. ‘’opzione donna’’ in quanto è previsto l’applicazione del calcolo contributivo solo per l’importo della pensione.