I lavoratori precoci sono coloro che hanno iniziato a lavorare prima del compimento della maggiore età e dal 1° gennaio 2017, grazie alla Legge n 232/2016, per tutti coloro (sia uomini che donne) che hanno almeno 1 anno di contributi da lavoro effettivo, anche non continuativi, prima del compimento del 19° anno di età e in possesso di una delle quattro condizioni previste (di seguito le vedremo), è possibile accedere alla pensione con 41 anni di contributi + 3 mesi di finestra. Il requisito dei 41 anni di contributi è valido dal 01/01/2019 al 31/12/2026.

Lavoratori interessati

Lavoratori dipendenti
del settore pubblico e privato
(uomini e donne)

Lavoratori autonomi
(artigiani, commercianti e coltivatori diretti)
(uomini e donne)

Requisiti

1° requisito
Avere almeno 41 anni di contributi (anche in cumulo con più gestioni previdenziali).

2° requisito
Avere almeno 1 anno di contributi da lavoro effettivo, anche non continuativi, prima del compimento del 19° anno di età.

3° requisito
Essere in possesso di almeno una delle seguenti condizioni (per i lavoratori autonomi si deve fare riferimento solo ai punti 2 e 3):

  1. Essere in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e aver concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione da almeno 3 mesi;
  2. Assistere, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge (o un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità) ai sensi dell’art. 3, c. 3 della L. 104/92.
  3. Avere una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  4. Essere un lavoratore addetto alle attività gravose e svolgere tali attività da almeno 7 anni negli ultimi dieci (o da almeno 6 anni negli ultimi sette prima del pensionamento) o un lavoratore che svolge un lavoro usurante ai sensi del D. Lgs. n. 67/2011.

Elenco lavori gravosi
L. n. 232/2016 e L. n. 205/2017

Per le specifiche di ogni categoria vedi allegato A del decreto Ministero del Lavoro n. 367 del 05/02/2018

> Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici.
> Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni.
> Conciatori di pelli e pellicce.
> Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante.
> Conduttori di mezzi pesanti e camion.
> Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni.
> Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza.
> Insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido.
> Facchini addetti allo spostamento merci e assimilati.
> Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia.
> Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.
> Operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca.*
> Pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative.
> Lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nell’ambito di applicazione del decreto legislativo n. 67 del 2011.
> Marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.
*Per questa categoria di lavoratori, per avere riconosciuto un anno intero di contributi, è sufficiente avere almeno 156 contributi giornalieri. Ai fini del computo delle 156 giornate di lavoro agricolo, sono utili anche i periodi in cui è stata accreditata contribuzione figurativa per eventi che presuppongono comunque la permanenza del rapporto di lavoro.

Elenco lavori usuranti
D.Lgs. n. 167/2011

> Lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti di cui al DM 19 maggio 1999.

> Lavoratori notturni nelle seguenti categorie:
1. Lavoratori a turni che prestano la loro attività nel periodo notturno.
2. Al di fuori dei casi al numero 1 lavoratori che prestano la loro attività per almeno 3 ore nell’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino per periodi di lavoro di durata pari all’intero anno lavorativo.
3. Lavoratori addetti a lavorazioni a catena.
4. Conducenti di veicoli di capienza complessiva non inferiore a 9 posti adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.

Finestra mobile

Dal 1° gennaio 2019, la Legge n. 26/2019 ha introdotto un meccanismo di differimento nell’erogazione del primo rateo pensionistico pari a 3 mesi dalla maturazione del requisito contributivo.

ESEMPIO

Un lavoratore che matura i 41 anni di contributi al 31/05/2020, avrà come decorrenza pensionistica il 01/09/2020 per effetto della cd. finestra mobile. In quei 3 mesi (maggio, giugno e luglio) non è previsto alcun versamento di pensione in quanto la decorrenza del trattamento è fissata dal 01/09/2020 e solo da tale data l’INPS comincerà ad erogare la pensione.

Domanda entro il 1° marzo di ogni anno
Attenzione: 2 domande da presentare

La domanda di accesso al beneficio per i lavoratori precoci va presentata entro il 1° marzo di ciascun anno e solo in caso di esito positivo, anche a seguito di verifica della relativa copertura finanziaria, va presentata la domanda di pensione. Eventuali domande di riconoscimento del beneficio presentate successivamente al 1° marzo di ciascun anno, comunque non oltre il 30 novembre, sono prese in considerazione soltanto in caso residuino le risorse finanziarie.

La domanda di accesso al beneficio, va prodotta al momento della maturazione di tutti i requisiti richiesti.

Cumulo dei periodi contributivi

Ai fini del raggiungimento dei 41 anni di contributi è valida la contribuzione versata a qualsiasi titolo (obbligatoria, volontaria, da riscatto, figurativa), fermo restando, per i dipendenti del settore privato, il possesso di almeno 35 anni di contribuzione ad esclusione dei periodi di disoccupazione e malattia (Circolare Inps n. 11/2019). È possibile cumulare gratuitamente la contribuzione versata in più gestioni previdenziali (esclusa la contribuzione versata presso le casse professionali).

Importo

Non è prevista alcuna penalizzazione sulla modalità di calcolo dell’assegno pensionistico. Pertanto chi optasse per la liquidazione della pensione con il beneficio dei lavoratori precoci non subisce alcuna decurtazione dell’assegno.

Incumulabilità

La pensione per i lavoratori precoci, a far data dalla sua decorrenza, non è cumulabile con redditi da lavoro subordinato o autonomo prodotti in Italia o all’estero finché non si sarebbe raggiunto il requisito per la pensione ordinaria anticipata, cioè 42 anni e 10 mesi di contributi (o 41 anni e 10 mesi per le donne). Non è cumulabile con altre maggiorazioni previste per lo svolgimento delle medesime attività lavorative.

Si alla maggiorazione invalidi civili

Il beneficio della riduzione del requisito contributivo per i lavoratori precoci è cumulabile con la maggiorazione di 2 mesi di contribuzione figurativa utile ai soli fini del diritto alla pensione e dell’anzianità contributiva (nel limite massimo di cinque anni di contribuzione figurativa) ai sensi dell‘art. 80, c. 3 della L. 388/2000.