La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) è una indennità mensile di disoccupazione prevista dal 1° maggio 2015 e durante il periodo di percezione di tale indennità c’è la piena copertura contributiva figurativa ai fini pensionistici. La domanda deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Però a seconda di quando viene presentata la domanda l’importo decorre da un termine differente:

  • Se presentata entro i primi 7 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, la prestazione decorre dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro.
  • Se la domanda viene presentata dall’8° al 68° giorno dalla cessazione del rapporto di lavoro, la prestazione decorre dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda perdendo così la copertura contributiva per il periodo precedente.

NOTA BENE
Nel caso in cui, alla data di cessazione del rapporto di lavoro, ci si trovi in malattia, maternità o infortunio, l’indennità decorre dall’ottavo giorno successivo al termine dell’evento se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno.

Requisiti

Per poter procedere alla domanda bisogna avere i seguenti requisiti:

  • Almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione (almeno 3 mesi di contributi);
  • 30 giorni di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti l’inizio della disoccupazione;
  • Essere in stato di disoccupazione, ossia aver perso il posto di lavoro per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore;

SOPPRESSIONE MODELLO INPS SR163 CON IBAN

Con la Circolare n. 48/2020 l’INPS ha eliminato i modelli “AP03”, “AP04”, “SR163”, “SR185”. L’Istituto finalmente ha adottato alcune innovazioni che permettono, in sinergia con gli Istituti bancari e Poste Italiane, di identificare l’intestatario del Conto Corrente.

NASpI e dimissioni

È possibile accedere alla NASpI anche a seguito di dimissioni, ma solo in questi preci casi previsti dalla normativa:

  • Dimissioni durante il primo anno di vita del figlio (la tutela viene estesa anche al lavoratore padre che abbia usufruito al posto della madre del congedo di paternità, sempre fino all’anno di età del bambino (art. 28, 54 e 55 del D.Lgs. 151/2001);
  • Dimissioni per giusta causa, cioè quando si sia verificata una causa che non consente la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto di lavoro. (Es. Molestie sul luogo di lavoro, il mancato pagamento delle retribuzioni da parte del datore di lavoro per almeno un determinato periodo, ecc.)
  • Dimissioni avvenute nell’ambito della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenute a seguito della procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro.
  • Dimissioni a seguito del rifiuto del lavoratore al trasferimento ad altra sede aziendale distante oltre 50 km dalla residenza del lavoratore o quando la nuova sede è mediamente raggiungibile in 80 minuti con mezzi di trasporto pubblici (Messaggio INPS n. 369/2018).

NOTA BENE

Uno dei requisiti previsti sono le 30 giornate di lavoro nei dodici mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro. Per il calcolo di questo requisito le 30 giornate si intendono di effettiva presenza al lavoro, a prescindere dalla loro durata oraria e si parla di giornate di calendario. Tuttavia la normativa prevede che alcuni eventi possono ampliare l’arco dei dodici mesi all’interno del quale ricercare il requisito:

  • malattia e infortunio sul lavoro;
  • cassa integrazione straordinaria ed ordinaria con sospensione dell’attività a zero ore;
  • assenza per congedi e/o permessi fruiti dal lavoratore per assistere un soggetto con handicap in situazione di gravità, purché autorizzato;
  • congedo obbligatorio di maternità, purché all’inizio dell’astensione risulti già versata contribuzione;
  • congedo parentale, purché regolarmente indennizzati ed intervenuti in costanza di rapporto di lavoro.
FOCUS

NASpI e dimissioni per giusta causa
L’istituto e la giurisprudenza, hanno evidenziato delle ipotesi in cui il lavoratore può rassegnare le dimissioni per giusta causa e, accedere al trattamento di disoccupazione:

  1. mancato pagamento della retribuzione per almeno 3 mesi; Il mancato pagamento non deve essere saltuario ma continuato nel tempo.
  2. aver subito molestie sessualinei luoghi di lavoro;
  3. modificazionipeggiorative delle mansioni, tali da pregiudicare la vita professionale del lavoratore;
  4. notevoli variazioni nellecondizioni di lavoro a seguito di cessione ad altre persone (fisiche o giuridiche) dell’azienda;
  5. spostamento del lavoratoreda una sede ad un’altra, senza che sussistano le “comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive”, previste dall’art. 2103 codice civile;
  6. comportamento ingiurioso posto in essere dal superioregerarchico nei confronti del dipendente;
  7. mobbing, consistente in un insieme di condotte vessatorie e reiterate poste in essere da parte di superiori e/o colleghi nei confronti di un lavoratore. Dette condotte devono essere prolungate nel tempo e lesive della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica dello stesso.

Circolari Inps in materia di accesso alla disoccupazione e dimissioni per giusta causa

Importo

La NASpI viene calcolata con riferimento al montante contributivo maturato nel quadriennio precedente la data di cessazione del rapporto di lavoro. Vengono sommate tutte le retribuzioni imponibili ai fini previdenziali negli ultimi 4 anni dividendole per il totale delle settimana versate. Tale importo poi viene moltiplicato per un coefficiente pari a  4,33.

Se l’importo così calcolato è pari o inferiore al minimale mensile fissato dall’INPS annualmente di 1.227,55 euro (per il 2020), l’importo della NASPI è pari al 75% della suddetta retribuzione. Se è superiore ai 1.227,55, viene aggiunto al 75% un importo pari al 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo. In ogni caso, l’importo massimo dell’indennità non può superare i 1.335,40 euro al mese (per il 2020).

L'IMPORTO MENSILE DECRESCE
L’importo della NASpI spetta interamente per i primi 3 mesi. Dal 4° mese in poi si riduce di un -3% mensile rispetto al mese precedente e così fino all’ultimo mese.
Per il 2020 importo massimo erogabile mensile € 1.335,40
Vedi Circolare Inps
n. 20 del 10 febbraio 2020

Durata

La durata massima della disoccupazione NASpI è pari a 24 mesi. La prestazione viene corrisposta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, fino ad un massimo di 24 mesi. Varia in base alla storia contributiva di ogni soggetto:

NASPI E LICENZIAMENTO PER GIUSTA CAUSA
In caso di licenziamento per giusta causa, si ha comunque diritto all’indennità, ma la Naspi decorre con un ritardo di 30 giorni rispetto alla normalità.

NASpI e nuovo contratto di lavoro

Il lavoratore che durante il periodo di fruizione dell’indennità instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia superiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale (8.000 €) decade dalla prestazione, se di durata superiore a 6 mesi. Nel caso invece il rapporto di lavoro sia inferiore ai 6 mesi, la prestazione è sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro. Nel caso il reddito ricavato sia inferiore, la Naspi è sospesa. Qualora il reddito sia inferiore a 8.000 € annuo, la prestazione Naspi sarà cumulabile, previa comunicazione all’Inps entro 1 mese dall’inizio dell’attività subordinata.

Se reddito annuo che si ricava è superiore a 8.000 € annui lordi (riferito al nuovo contratto di lavoro) E nuovo rapporto di lavoro dura più di 6 mesi SI DECADE
DALLA
PRESTAZIONE
Se reddito annuo che si ricava è superiore a 8.000 € annui lordi (riferito al nuovo contratto di lavoro) E nuovo rapporto di lavoro dura meno di 6 mesi PRESTAZIONE
SOSPESA
Se reddito annuo che si ricava è inferiore a 8.000 € annui lordi Indipendentemente dalla durata del nuovo contratto di lavoro PRESTAZIONE
RIDOTTA

NASpI e lavoro autonomo

Nel caso in cui durante il periodo di percezione della NASpI si apra partita iva come lavoratore autonomo è possibile chiedere l’anticipazione di tutta la prestazione in un’unica soluzione. La domanda deve essere presentata entro 30 giorni dall’apertura della partita IVA/inizio attività.

ANTICIPO NASPI PER AVVIO ATTIVITA' AUTONOMA E RIOCCUPAZIONE COME DIPENDENTE
Il lavoratore che instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta la liquidazione anticipata della NASpI è tenuto a restituire per intero l’anticipazione ottenuta, salvo il caso in cui il rapporto di lavoro subordinato sia instaurato con la cooperativa della quale il lavoratore ha sottoscritto una quota di capitale sociale.

Nel caso in cui invece, non si volesse procedere alla richiesta di anticipo, è possibile cumulare il reddito da lavoro autonomo con quello della disoccupazione, solo se il reddito autonomo che si ricava è inferiore ai 4.800,00 € lordi annui.

NASPI E PARTITA IVA - NOTA BENE
Il soggetto che apre partita IVA è tenuto a darne comunicazione all’INPS tramite il modello NASPI-COM entro 30 giorni, pena decadenza della prestazione

Nel 2019, con il messaggio n. 2752, l’INPS ha fornito importanti chiarimenti in merito agli adempimenti necessari per ottenere l’anticipazione in un’unica soluzione dell’indennità NASpI, finalizzata ad avviare un’attività autonoma. Già in precedenza erano state date indicazioni a tal proposito con la circolare n. 174/2017.

Con la circolare del 2019, vengono chiariti alcuni aspetti che riguardano in particolare:

1) La domanda di anticipazione NASpI per lo svolgimento di attività libero professionale da parte di persona fisica.

Per quanto riguarda le domande di anticipazione NASpI per attività autonoma libero professionale, per il cui svolgimento si richiedono, tra gli altri, gli adempimenti dell’apertura della partita IVA, non è richiesto l’invio della Comunicazione Unica per la nascita dell’impresa di cui al D.L. n. 7 del 2007 convertito in legge n. 40 del 2007.
L’Inps inoltre precisa che il termine dei 30 giorni per la presentazione della domanda di anticipazione decorre dalla data di apertura della partita IVA;  oppure dalla data di effettivo inizio dell’attività libero professionale, qualora il richiedente provveda successivamente all’avvio dell’attività autonoma. 
Inoltre se il percettore della prestazione NASpI, ha aperto una partita IVA finalizzata nel tempo per lo svolgimento di attività libero professionale,  ma  senza aver presentato domanda di anticipazione NASpI entro trenta giorni dalla data di apertura della partita Iva, potrà continuare a percepire l’indennità NASpI mensilmente, se ha comunicato all’Inps, nel termine di 30 giorni dalla apertura della partita IVA, il reddito lordo annuo presunto. In tal caso, il percettore NASpI potrà utilmente presentare domanda di anticipazione della indennità nel termine di 30 giorni dalla data di effettivo inizio dell’attività.

2) Gli adempimenti da parte del richiedente l’anticipazione NASpI nelle ipotesi di costituzione di nuova impresa e inizio attività della stessa.

Per quanto riguarda invece l’adempimento legislativamente previsto della Comunicazione Unica per la nascita d’impresa di cui al Decreto legge n. 7 del 2007 convertito in legge n. 40 del 2007 l’Istituto chiarisce tre ipotesi che di seguito riportiamo:
a) Nuova impresa con immediato inizio attività economica
L’impresa viene costituita e comincia immediatamente la propria attività economica, in tal caso, il termine di 30 giorni per la presentazione della domanda di anticipazione della prestazione NASpI decorre dalla data della comunicazione unica avente ad oggetto la costituzione della nuova impresa con immediato inizio dell’attività economica;
b) Costituzione nuova impresa senza immediato inizio attività economica
L’impresa viene costituita ed inizia l’attività solo in un secondo momento. In tal caso, il richiedente può presentare comunque la domanda di anticipazione della prestazione entro 30 giorni dalla data della Comunicazione Unica. Qualora invece si intende chiedere l’anticipazione della prestazione solo dopo la comunicazione di inizio attività l’assicurato può nel termine di 30 giorni da quest’ultima comunicazione, presentare la domanda per l’anticipazione della NASpI.
c) Inizio attività per impresa già iscritta al Registro delle Imprese
In tal caso, se il percettore della prestazione NASpI ha effettuato la comunicazione “Inizio attività per impresa già iscritta al Registro delle Imprese”, il termine di 30 giorni per la presentazione della domanda di anticipazione della prestazione decorre dalla data della predetta comunicazione di inizio attività.

Nel caso in cui in un primo momento è stata effettuata la comunicazione “Costituzione nuova impresa senza immediato inizio attività economica” e in un secondo momento la comunicazione di “inizio attività per impresa già iscritta al registro delle imprese”, l’Istituto chiarisce che nel tempo intercorrente tra le due comunicazioni, il percettore della NASpI non ha l’obbligo di inviare la comunicazione del reddito poiché l’impresa risulta inattiva anche dalla visura catastale.

NASpI e contratto di collaborazione (lavoratore parasubordinato)

Nel caso in cui, durante la percezione dell’indennità di disoccupazione NASpI si instauri un rapporto di collaborazione con obbligo di iscrizione alla gestione separata Inps, entro 30 giorni dall’inizio dell’attività (o dalla data della domanda se rapporto preesistente) bisognerà comunicare all’istituto tramite la procedura Naspi-com il reddito presunto annuo derivato dal rapporto di collaborazione.

> Se il reddito presunto è superiore a 8.000 € annui = si decade dalla NASPI

> Se il reddito presunto è inferiore a 8.000 € annui = previsto il cumulo della NASPI con riduzione dell’80% del reddito presunto.

In caso di mancata di comunicazione del reddito presunto all’INPS entro 1 mese dall’inizio attività o dalla data domanda si decade dalla Naspi a decorrere dalla data di inizio dell’attività lavorativa.

NASpI anticipata per l’avvio di un’attività autonoma e contratto di collaborazione

Il D. Lgs. n. 22/2015 come già evidenziato, prevede la possibilità di richiedere la liquidazione anticipata in un’unica soluzione, dell’importo complessivo della NASpI spettante a titolo di incentivo all’avvio di un’attività autonoma o di impresa individuale (o per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio).

Le disposizioni che prevedono la restituzione dell’indennità erogata a titolo di anticipo in caso di rioccupazione come dipendente durante il periodo teorico di percezione della NASpI, non trova applicazione nella ipotesi della rioccupazione con rapporto di lavoro parasubordinato. Infatti, in quest’ultima fattispecie può verificarsi che il rapporto di collaborazione cessi durante il periodo teorico di spettanza della prestazione NASpI e che il lavoratore, in ragione di detta cessazione presenti domanda di indennità di disoccupazione DIS-COLL. In tale caso il soggetto interessato potrebbe ricevere per lo stesso periodo una duplice tutela contro la disoccupazione involontaria, in ragione della sovrapposizione tra le due prestazioni di disoccupazione (NASpI in forma anticipata e DIS-COLL).

Al fine di evitare che ciò avvenga, il collaboratore può accedere alla prestazione DIS-COLL, ma la stessa potrà essere riconosciuta per le sole mensilità che non si sovrappongono al periodo teorico di spettanza dell’indennità NASpI.

Nella diversa ipotesi in cui, invece il rapporto di collaborazione cessi dopo la fine del periodo teorico di spettanza della NASpI, la prestazione DIS-COLL potrà essere riconosciuta per tutto il periodo di spettanza, non essendovi sovrapposizione tra le due prestazioni di disoccupazione (NASpI anticipata e DIS-COLL) nel medesimo arco temporale. Messaggio Inps n. 4658/2019

NASpI e contratto di lavoro a chiamata

Con il Messaggio Inps n. 1162 del 16/03/2018 l’INPS ha chiarito la possibilità di cumulo della NASpI con un rapporto di lavoro a chiamata (ovvero intermittente).

Ipotesi 1

Lavoratore titolare di un rapporto di lavoro subordinato e di un contratto di lavoro intermittente con obbligo di risposta (quindi, con indennità di disponibilità), che invia richiesta di NASpI a seguito della cessazione del contratto di lavoro subordinato di tipo non intermittente, la domanda può essere accolta, a condizione che il lavoratore stesso comunichi all’INPS, entro trenta giorni dalla domanda di prestazione, il reddito annuo presunto derivante dal suddetto contratto di lavoro intermittente, comprensivo della indennità di disponibilità. In tale ipotesi trova applicazione esclusivamente l’istituto del cumulo della prestazione con il suddetto reddito complessivo, che non deve essere superiore al limite annuo di € 8.000, e la prestazione NASpI verrà riproporzionata.

Qualora il lavoratore non comunichi il reddito, ovvero il medesimo sia superiore al limite annuo di € 8.000, troverà applicazione l’istituto della decadenza dalla prestazione.

Ipotesi 2

Lavoratore titolare di un rapporto di lavoro subordinato e di un contratto di lavoro intermittente senza obbligo di risposta (quindi, senza indennità di disponibilità) che invia richiesta di NASpI a seguito della cessazione del contratto di lavoro subordinato di tipo non intermittente, la domanda può essere accolta. In tale ipotesi, tuttavia, se il contratto di lavoro intermittente è di durata pari o inferiore a sei mesi si applica l’istituto della sospensione della prestazione NASpI per i soli giorni di effettiva chiamata. In alternativa, il percettore di Naspi può cumulare la prestazione con il reddito da lavoro qualora quest’ultimo non superi il limite annuo di 8.000 euro e a condizione che il lavoratore, entro trenta giorni dalla data di presentazione della domanda, comunichi il reddito annuo che prevede di trarre dall’attività.

Nell’ulteriore ipotesi in cui il rapporto di lavoro intermittente sia di durata superiore a sei mesi, è applicabile l’istituto del cumulo alle condizioni di cui l’ipotesi 1.

NASpI e Voucher

La disoccupazione Naspi è compatibile e cumulabile con il reddito da lavoro accessorio (voucher) nel limite di € 3.000 annui. Il lavoratore è tenuto a darne comunicazione all’Inps prima di superare tale limite tramite la procedura NASpI-Com.

NASpI e maternità

Se la data presunta del parto è all’interno del periodo indennizzato Naspi, alla lavoratrice spetterà la maternità obbligatoria erogata direttamente dall’Inps a domanda, e successivamente il periodo residuo di disoccupazione.

NASpI e dimissioni

Se durante il periodo di percezione della NASpI si è instaurato un nuovo rapporto di lavoro della durata inferiore a 6 mesi (con sospensione della prestazione di disoccupazione) e vengono date da parte del lavoratore le dimissioni per motivi personali la prestazione Naspi sospesa viene ripristinata d’ufficio.

NASpI e pensione

Se il lavoratore ha già maturato il diritto a pensione, o lo perfeziona durante la fruizione dell’indennità Naspi, decade dalla prestazione. Se si è titolari di assegno ordinario di invalidità il lavoratore può optare per la prestazione più favorevole tra assegno di invalidità e Naspi.

Attenzione al cumulo della Naspi e ai contributi figurativi

In tutti i casi di cumulo della NASPI (ridotta dell’80%) con nuovo rapporto di lavoro la contribuzione figurativa versata NON dà luogo ad accrediti contributivi e viene versata integralmente alla gestione prestazioni temporanee dei lavoratori dipendenti.