L’INPS con la Circolare n. 45 del 25 marzo ha fornito le istruzioni amministrative in materia di diritto alla fruizione del nuovo congedo parentale per emergenza COVID-19 e di estensione dei permessi indennizzati di cui alla legge n. 104/1992. Di seguito proponiamo una breve guida pratica.

Nuovo Congedo Parentale
COVID-19

Prevista la possibilità di fruire di uno specifico congedo per un periodo continuativo o frazionato, comunque non superiore a 15 giorni complessivi, a partire dal 5 marzo 2020, per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado disposto con il D.P.C.M. del 4 marzo 2020.

La fruizione del congedo è riconosciuta alternativamente ad uno solo dei genitori per nucleo familiare per i figli di età non superiore ai 12 anni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito previsti in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

Lavoratori interessati

Il nuovo congedo è fruibile dai genitori:

  • lavoratori dipendenti del settore privato (domanda telematica all’INPS)
  • lavoratori dipendenti del settore pubblico (domanda cartacea alla propria amministrazione)
  • lavoratori iscritti alla Gestione separata (domanda telematica all’INPS)
  • dai lavoratori autonomi iscritti all’INPS (domanda telematica all’INPS)

NON CUMULABILITA’ CON VOUCHER BABY-SITTING

In alternativa al congedo è stata altresì prevista la possibilità per i genitori di richiedere un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting di importo pari a 600,00 € (clicca qui per le istruzioni)

Figli con handicap L. 104/1992

Il limite dei 12 anni di età non si applica in riferimento ai figli disabili in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale.

Importo

Durante la fruizione del congedo è riconosciuta una indennità pari al 50% rapportata alla retribuzione o al reddito in ragione della categoria lavorativa di appartenenza del genitore richiedente ed i periodi fruiti sono coperti da contribuzione figurativa.

Figli tra 12 e 16 anni di età

È riconosciuta la possibilità di fruire del congedo in argomento anche ai genitori con figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni, sempre per un periodo continuativo o frazionato non superiore a quindici giorni, senza diritto alla corresponsione di alcuna indennità né al riconoscimento della contribuzione figurativa. È fatto divieto di procedere al loro licenziamento ed è garantito il diritto alla conservazione del posto di lavoro. In questo caso la domanda deve essere presentata solamente al proprio datore di lavoro e non all’INPS.

No frazionabilità a ore

La frazionabilità del periodo è consentita solo a giornate intere e non in modalità oraria.

Pagamento

Il computo delle giornate ed il pagamento dell’indennità avviene con le stesse modalità previste per il pagamento del congedo parentale. Per i dipendenti in busta paga, per i lavoratori autonomi o parasubordinati con pagamento diretto Inps.

Minori adottati, in affidamento o collocamento temporaneo

Le disposizioni contenute si applicano anche ai genitori adottivi e ai genitori affidatari o che hanno in collocamento temporaneo minori.

Domanda

I genitori lavoratori del settore privato con figli di età fino ai 12 anni che vogliano fruire del congedo COVID-19, devono presentare istanza al proprio datore di lavoro e all’Istituto, utilizzando la normale procedura di domanda di congedo parentale per i lavoratori dipendenti. I genitori con figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni devono presentare domanda di congedo COVID-19 solamente al proprio datore di lavoro e non all’INPS.

I genitori lavoratori del settore pubblico devono presentare richiesta direttamente alla propria amministrazione di appartenenza.

I genitori autonomi o parasubordinati devono inviare domanda telematica direttamente all’INPS.

IMPORTANTE PER LAVORATORI SETTORE PRIVATO, AUTONOMI E PARASUBORDINATO - DOPPIA DOMANDA

Nelle more dell’adeguamento delle procedure informatiche per la presentazione della domanda, i relativi datori di lavoro devono pertanto consentire la fruizione del congedo COVID-19 e provvedere al pagamento della relativa indennità, fermo restando l’onere per i genitori, non appena sarà completato l’adeguamento delle procedure informatiche, di presentare apposita istanza all’Istituto.

Lavoratori già in congedo parentale ordinario

I lavoratori che abbiano già presentato domanda di congedo parentale ordinario e stiano usufruendo del relativo beneficio, non dovranno presentare una nuova domanda di congedo COVID-19, potendo proseguire l’astensione per i periodi richiesti. I giorni di congedo parentale fruiti durante il periodo di sospensione, infatti, saranno considerati d’ufficio dall’Istituto come congedo COVID-19. I datori di lavoro non dovranno, pertanto, computare tali periodi a titolo di congedo parentale.

Estensione giorni di permessi
L. 104/1992

L’articolo 24 del decreto-legge n. 18/2020 ha previsto l’incremento del numero di giorni di permesso retribuiti Legge n. 104/92, di ulteriori complessive 12 giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020. Conseguentemente, i soggetti aventi diritto ai permessi in questione potranno godere, in aggiunta ai tre giorni mensili già previsti dalla legge n. 104/1992 (3 per il mese di marzo e 3 per il mese di aprile), di ulteriori 12 giornate lavorative da fruire complessivamente nell’arco dei predetti due mesi. I 12 giorni possono essere fruiti anche consecutivamente nel corso di un solo mese, ferma restando la fruizione mensile dei tre giorni ordinariamente prevista.

Ok alla frazionabilità a ore

Le 12 giornate, così come i tre giorni ordinariamente previsti dalla legge n. 104/92, possono essere fruiti anche frazionandoli in ore. Ai fini della frazionabilità in ore delle ulteriori 12 giornate di permesso di cui alla norma in commento, restano fermi gli algoritmi di calcolo forniti nei messaggi n. 16866/2007 e n. 3114/2018 per la quantificazione del massimale orario dei 3 giorni ordinariamente previsti dall’articolo 33, commi 3 e 6, della legge n. 104/92, sia in caso di lavoro a tempo pieno sia in caso di lavoro part-time.

Ok alla cumulabilità di più permessi in capo allo stesso lavoratore

Si confermano, inoltre, le disposizioni vigenti in materia di fruizione dei permessi di cui all’articolo 33 della legge n. 104 del 1992, in particolare la possibilità di cumulare più permessi in capo allo stesso lavoratore. Pertanto, nel caso in cui il lavoratore assista più soggetti disabili potrà cumulare, per i mesi di marzo e aprile 2020, per ciascun soggetto assistito, oltre ai 3 giorni di permesso mensile ordinariamente previsti, gli ulteriori 12 giorni previsti dalla norma in commento, alle condizioni e secondo le modalità previste dallo stesso articolo 33, comma 3 della legge n. 104/1992. Analogamente il lavoratore disabile che assiste altro soggetto disabile, potrà cumulare, per i mesi di marzo e aprile 2020, i permessi a lui complessivamente spettanti (3+3+12) con lo stesso numero di giorni di permesso fruibili per l’assistenza all’altro familiare disabile (3+3+12).

Validità provvedimento di autorizzazione per chi è già autorizzato a chiedere i permessi

Il lavoratore nei confronti del quale sia già stato emesso un provvedimento di autorizzazione ai permessi di cui all’articolo 33, commi 3 e 6, della legge n. 104/1992, con validità comprensiva dei mesi di marzo e aprile, non sarà tenuto a presentare una nuova domanda, per la fruizione delle suddette ulteriori giornate. In tale caso, i datori di lavoro dovranno considerare validi i provvedimenti di autorizzazione già emessi.