La pensione anticipata (ex pensione di anzianità) è il trattamento pensionistico che può essere conseguito a prescindere dall’età anagrafica. Sino al 31 dicembre 2026 è sufficiente avere un’anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e di 41 anni e 10 mesi per le donne (a cui devono essere aggiunti 3 mesi di finestra).

Requisiti

PERIODO

UOMINI

DONNE

FINESTRA

2012 42 anni + 1 mese 41 anni + 1 mese NO
2013 42 anni + 5 mesi 41 anni + 5 mesi NO
2014 42 anni + 6 mesi 41 anni + 6 mesi NO
2015 42 anni + 6 mesi 41 anni + 6 mesi NO
2016 42 anni + 10 mesi 41 anni + 10 mesi NO
2017 42 anni + 10 mesi 41 anni + 10 mesi NO
2018 42 anni + 10 mesi 41 anni + 10 mesi NO
2019 42 anni + 10 mesi 41 anni + 10 mesi + 3 mesi di finestra che devono essere aggiunti ai 42 anni + 10 mesi se uomini (o 41 anni + 10 mesi se donne)
2020 42 anni + 10 mesi 41 anni + 10 mesi
2021 42 anni + 10 mesi 41 anni + 10 mesi
2022 42 anni + 10 mesi 41 anni + 10 mesi
2023 42 anni + 10 mesi 41 anni + 10 mesi
2024 42 anni + 10 mesi 41 anni + 10 mesi
2025 42 anni + 10 mesi 41 anni + 10 mesi
2026 42 anni + 10 mesi 41 anni + 10 mesi
2027 43 anni + 1 mese 42 anni + 1 mese NO
2028 43 anni + 1 mese 42 anni + 1 mese NO

Cumulo gratuito dei periodi contributivi

Grazie alla Legge n. 228/2012 e alla Legge n. 232/2016, dal 01 gennaio 2017 è possibile chiedere il cumulo gratuito dei periodi assicurativi non coincidenti per la liquidazione di un unico trattamento pensionistico. Il cumulo è un meccanismo che permette di valorizzare la contribuzione mista, ovvero quella contribuzione accreditata in più casse della previdenza obbligatoria frutto di carriere lavorative discontinue. A differenza della ricongiunzione, il cumulo non opera alcun trasferimento della contribuzione da una gestione previdenziale all’altra e, a differenza di quanto accade normalmente con la totalizzazione nazionale, il cumulo non prevede il passaggio al sistema contributivo.

Il cumulo è esercitabile dai lavoratori iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria IVS:

  • lavoratori dipendenti
  • lavoratori autonomi (commercianti, artigiani, coltivatori diretti e mezzadri)
  • lavoratori iscritti alla gestione separata Inps
  • lavoratori pubblici ex-Inpdap
  • lavoratori dello sport e dello spettacolo ex-Enpals
  • lavoratori iscritti al Fondo Volo, Fondo Elettrici, Fondo Telefonici ecc.
  • lavoratori iscritti alle casse professionali (es. Cassa Geometri, Cassa forense, Cassa dei Dottori Commercialisti, ecc.

La finestra mobile di 3 mesi

Le finestre mobili reintrodotte a partire dal 2019, sono un periodo di slittamento pari a 3 mesi che deve trascorrere tra il momento di maturazione dei requisiti utili per il diritto a pensione e la decorrenza effettiva del trattamento pensionistico. In questo periodo non si percepisce alcuna pensione.

Esempio

Uomo che matura 42 anni + 10 mesi di contribuzione il 30/09/2019.

Decorrenza pensione anticipata: 01/01/2020 in quanto bisogna aggiungere i 3 mesi di finestra (dal 01/10/2019 al 31/12/2019).

Obbligo di cessazione dell’attività lavorativa

Per i lavoratori dipendenti che al momento della maturazione dei requisiti pensionistici, svolgono attività lavorativa subordinata, vige l’obbligo di cessazione del rapporto di lavoro il mese precedente alla decorrenza di pensione.

I lavoratori autonomi invece non hanno questo obbligo, possono continuare la loro attività senza dover cessare la partita iva.

Cumulo con altri redditi dopo la pensione

Sia per i lavoratori dipendenti che per i lavoratori autonomi, in caso di percezione della pensione anticipata, è prevista la possibilità di cumulo dei redditi sia da lavoro dipendente che autonomo. I lavoratori dipendenti devono cessare almeno 1 mese la loro attività a partire dalla decorrenza di pensione.