L’infortunio sul lavoro è un evento avvenuto per causa violenta in occasione di lavoro, dal quale derivi l’inabilità temporanea assoluta per più di tre giorni, l’inabilità permanente o la morte.

Per infortunio in itinere si intende l’infortunio avvenuto durante il normale tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, o anche nel tragitto che collega due luoghi di lavoro qualora l’assicurato abbia più di un lavoro. È coperto da assicurazione anche il percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di consumazione dei pasti sempreché sussistano determinati requisiti.

NOTA BENE
Grazie al principio della automaticità delle prestazioni, viene garantito l’infortunio anche se il datore di lavoro non ha versato il premio Inail.

La denuncia dell’infortunio

1. Il lavoratore deve informare immediatamente il datore di lavoro di qualsiasi infortunio subito;
2. Nei casi in cui sia necessario per il lavoratore infortunato recarsi al Pronto Soccorso, quest’ultimo deve rilasciare il primo certificato;
3. Quest’ultimo deve essere inviato al datore di lavoro il quale, entro due giorni dal ricevimento del certificato o dalla comunicazione dell’avvenuto infortunio deve segnalare il caso alla sede Inail competente. Il lavoratore verrà convocato a visita medica presso la sede Inail competente per una valutazione dei postumi permanenti e prima ancora per una valutazione circa la natura e la durata dell’evento, ovvero dell’inabilità temporanea assoluta al lavoro dell’assicurato.

L’indennizzo dell’infortunio

Durante il periodo di infortunio spetta un’indennità simile alla malattia (temporanea Inail). Inoltre nel momento in cui l’Inail emette un provvedimento di chiusura dell’infortunio, al lavoratore spetta un risarcimento a seconda del grado d’inabilità permanente riconosciuto.

dal 0% al 5% NESSUN RISARCIMENTO

dal 6% al 15% INDENNIZZO IN CAPITALE

dal 16% al 100%* INDENNIZZO IN RENDITA

*tra l’11% e il 100% se l’evento è precedente al 25/07/2000

Nella maggior parte dei casi è il datore di lavoro che anticipa per conto dell’Inail l’indennità per inabilità temporanea assoluta al lavoro, ma se ciò non avvenisse è possibile richiedere il pagamento diretto dall’Inail.

La revisione dell’infortunio

I postumi permanenti di un infortunio o di una malattia professionale possono essere revisionati all’interno di un preciso arco temporale su richiesta dell’assicurato in caso di aggravamento delle sue condizioni psico-fisiche, in questa ipotesi si parla di revisione passiva; o verificati su disposizione dell’Inail, in tal caso si parla di revisione attiva. I termini per l’aggravamento dei postumi di un infortunio sono di 10 anni e, la richiesta di revisione può essere avanzata entro 11 anni dalla data evento (l’aggravamento delle condizioni psico-fisiche deve essersi verificato entro 10 anni dalla data evento) nel caso si tratti di postumi permanenti inferiori al 16%; 11 anni dalla data di decorrenza della rendita nel caso di postumi permanenti pari o superiori al 16%.
In entrambi i casi descritti (postumi inferiori al 16% o pari/superiori al 16%) l’aggravamento deve essersi verificato nell’arco di 10 anni dalla data evento o dalla decorrenza (a seconda dei casi), mentre è la sola presentazione della richiesta di revisione che può essere inoltrata entro 1 anno dalla scadenza di detto termine a pena di decadenza.

 TERMINI SCADENZE
1° REVISIONE  1 anno dalla data dell’infortunio e 6 mesi dalla decorrenza della rendita
2° REVISIONE Almeno 1 anno dalla precedente revisione
3° REVISIONE Almeno 1 anno dalla precedente revisione
4° REVISIONE Almeno 1 anno dalla precedente revisione
5° REVISIONE  7 anni dalla data di decorrenza della rendita
6° REVISIONE 10 anni dalla data di decorrenza della rendita.  La domanda va presentata non oltre 1 anno dalla scadenza del decennio

Per i postumi inferiori al 16% è possibile la sola revisione passiva. 

Nel caso l’assicurato sia già titolare di indennizzo in capitale per postumi tra il 6 ed il 15%, la revisione passiva per l’aggravamento di tali postumi, volta all’adeguamento del capitale erogato, può avvenire una sola volta, mentre saranno sempre possibili all’interno del complessivo arco temporale citato, le revisioni passive volte al riconoscimento della rendita (per aggravamento postumi pari o superiore al 16%).
Nel caso l’assicurato già titolare di un indennizzo in capitale (già una prima volta adeguato o meno) venga colpito da un nuovo evento, indipendentemente dalla natura di questo, qualora per effetto dell’unificazione dei postumi, questi ultimi risultino ancora inferiori al 16% (ovvero al massimo entro il 14% per conservare la possibilità di adeguamento al 15%), l’assicurato conserva la possibilità di un successivo adeguamento del capitale già ricevuto nei limiti dell’indennizzo in capitale, cioè del 15%.
Qualora l’Inail riscontrasse un miglioramento delle condizioni psico-fisiche dell’assicurato tali da risultare inferiori alla rendita già concessa (pari o superiore al 16%) allora potrà ridurre quest’ultima nella nuova misura, o cessarla nel caso i postumi permanenti riscontrati in sede di revisione (passiva o attiva) risultino inferiori al 16%. In quest’ultimo caso potrà dar luogo, qualora i postumi riscontrati risultassero compresi tra il 6 ed il 15%, ad un primo pagamento del capitale, o alla restituzione di quello precedentemente recuperato (qualora la costituzione rendita sia avvenuta in seguito ad un aggravamento dei postumi già precedentemente indennizzati in capitale) e al suo eventuale adeguamento. Se la revisione si riferisce ad una richiesta dell’assicurato (passiva) per aggravamento dei postumi permanenti inferiori al 16% e superiori al 5%, pertanto, già indennizzati in capitale e, in sede di visita l’Inail rilevasse anziché un peggioramento delle condizioni psico-fisiche dell’assicurato un miglioramento tale da residuare postumi permanenti inferiori a quelli per cui era stato concesso l’indennizzo in capitale, l’Istituto non potrà procedere al recupero delle somme già erogate. È proprio per tale motivo che per i postumi inferiori al 16% è possibile effettuare solo revisioni passive e non anche attive.
Infine, in caso l’interessato già indennizzato in rendita (o in capitale) venga colpito da un ulteriore evento, di uguale o diversa natura di quello che ha dato luogo all’indennizzo, per effetto dell’unificazione della rendita (o dei postumi) cesseranno tutte le scadenza revisionali precedenti, dando così luogo ad una nuova entità composta da più eventi di uguale o diversa natura che determinerà, in base alla componente di danno che risulterà da quel momento in poi aggravata, nuove scadenze revisionali.
In questo caso si parla di Rendita Unica.