La normativa prevede la possibilità di riscattare uno o più periodi assicurativi non coperti da contribuzione. Si definiscono da riscatto i contributi che l’assicurato è tenuto a pagare per farsi riconoscere nella pensione periodi di lavoro per i quali, all’epoca dello svolgimento dell’attività, non esisteva l’obbligo dell’assicurazione.
Contributi da riscatto, inoltre, sono anche quelli che possono essere accreditati con riferimento a particolari periodi – espressamente previsti dalla legge – durante i quali non vi è stata attività lavorativa.
I periodi per i quali è possibile effettuare il riscatto per ottenere l’accredito sulla posizione assicurativa sono i seguenti:

  • corso legale di studi universitari, lauree brevi e titoli equiparati;
  • lavoro impiegatizio per il quale non esisteva l’obbligo assicurativo;
  • periodi d’assenza facoltativa dal lavoro per gravidanza e puerperio e
  • periodi di congedo richiesti per fornire assistenza e curare familiari inabili;
  • congedi della durata massima di due anni per gravi motivi familiari;
  • congedi per formazione e studio;
  • lavoro prestato come parasubordinato prima del 1996

I contributi da riscatto si collocano temporalmente nel periodo in cui esiste la cosiddetta “scopertura assicurativa”, cioè laddove la posizione del lavoratore presenta un vuoto, proprio a causa della circostanza che ha impedito l’accredito di contributi nell’assicurazione obbligatoria.

Esempio

Riscatto di un periodo che si riferisce agli anni se il riscatto si riferisce agli anni 1985-1987, i contributi verranno accreditati in quel periodo, anche se il riscatto viene pagato nel 2019.