La pensione di vecchiaia è il trattamento pensionistico che può essere conseguito di regola, con almeno 20 anni di contributi e con una determinata età anagrafica. La normativa vigente prevede un innalzamento graduale dei requisiti anagrafici ogni 2 anni.

La Legge n. 503/92 (vedi anche Circolare Inps n. 16/2013) ha previsto che in alcuni casi è possibile conseguire il diritto con solo 15 anni di contributi:

  • Coloro che siano autorizzati alla prosecuzione volontaria entro il 31/12/1992;
  • Coloro che al 31/12/1992 abbiano almeno 15 anni di contribuzione versata;
  • Coloro che abbiano almeno 25 anni di assicurazione e occupazione e almeno 10 anni con meno di 52 settimane per anno.

Requisiti

Almeno 20 anni di contributi (o 15 anni in alcuni casi) e un’età anagrafica come da tabella qui sotto:

PERIODO

UOMINI SETTORE PRIVATO E PUBBLICO E DONNE SETTORE PUBBLICO

DONNE DIPENDENTI

DONNE AUTONOME

2012 66 anni 62 anni 63 anni + 6 mesi
2013 66 anni + 3 mesi 62 anni + 3 mesi 63 anni + 9 mesi
2014 66 anni + 3 mesi 63 anni + 9 mesi 64 anni + 9 mesi
2015 66 anni + 3 mesi 63 anni + 9 mesi 64 anni + 9 mesi
2016 66 anni + 7 mesi 65 anni + 7 mesi 66 anni + 1 mese
2017 66 anni + 7 mesi 65 anni + 7 mesi 66 anni + 1 mese
2018 66 anni + 7 mesi
2019 67 anni
2020 67 anni
2021 67 anni
2022 67 anni
2023 67 anni + 3 mesi
2024 67 anni + 3 mesi
2025 67 anni + 6 mesi
2026 67 anni + 6 mesi
2027 67 anni + 9 mesi
2028 67 anni + 9 mesi

Dal 2023 l’età anagrafica è incrementata in via previsionale in base all’aspettativa di vita.

Cumulo gratuito dei periodi contributivi

Grazie alla Legge n. 228/2012 e alla Legge n. 232/2016, dal 01 gennaio 2017 è possibile chiedere il cumulo gratuito dei periodi assicurativi non coincidenti per la liquidazione di un unico trattamento pensionistico. Il cumulo è un meccanismo che permette di valorizzare la contribuzione mista, ovvero quella contribuzione accreditata in più casse della previdenza obbligatoria frutto di carriere lavorative discontinue. A differenza della ricongiunzione, il cumulo non opera alcun trasferimento della contribuzione da una gestione previdenziale all’altra e, a differenza di quanto accade normalmente con la totalizzazione nazionale, il cumulo non prevede il passaggio al sistema contributivo.Cumulo dei periodi contributivi

Il cumulo è esercitabile dai lavoratori iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria IVS:

  • lavoratori dipendenti
  • lavoratori autonomi (commercianti, artigiani, coltivatori diretti e mezzadri)
  • lavoratori iscritti alla gestione separata Inps
  • lavoratori pubblici ex-Inpdap
  • lavoratori dello sport e dello spettacolo ex-Enpals
  • lavoratori iscritti al Fondo Volo, Fondo Elettrici, Fondo Telefonici ecc.
  • lavoratori iscritti alle casse professionali (es. Cassa Geometri, Cassa forense, Cassa dei Dottori Commercialisti, ecc.

Obbligo di cessazione dell’attività lavorativa

Per i lavoratori dipendenti che al momento della maturazione dei requisiti pensionistici, svolgono attività lavorativa subordinata, vige l’obbligo di cessazione del rapporto di lavoro il mese precedente alla decorrenza di pensione.

I lavoratori autonomi invece non hanno questo obbligo, possono continuare la loro attività senza dover cessare la partita iva.

Cumulo con altri redditi dopo la pensione

Sia per i lavoratori dipendenti che per i lavoratori autonomi, in caso di percezione della pensione di vecchiaia, è prevista la possibilità di cumulo dei redditi sia da lavoro dipendente che autonomo. I lavoratori dipendenti devono cessare almeno 1 mese la loro attività a partire dalla decorrenza di pensione.